Drammatico

M, il mostro di Dusseldorf (1931)

Nel 1931 Fritz Lang gira M – Il mostro di Dusseldorf, in cui un ignoto assassino violenta e uccide numerose bambine senza lasciare alcuna traccia. Nella città viene organizzata una fitta rete di ricerche a cui partecipano anche i mendicanti e i criminali. Così si scopre il primo indizio: l’assassino quando avvicina le vittime fischietta un macabro motivo, tratto dal Peer Gynt di Grieg. Presto il mostro viene individuato da un venditore di palloncini che riesce con un gesso a segnargli sulle spalle una grande M (che sta per Morder,…


Come eravamo (1973)

Katie è una ragazza impegnata nella propaganda per i partiti di sinistra. Hubbel è un cadetto della marina nonchè aspirante romanziere. Il loro amore li conduce verso una vita in comune, coronata dalla nascita di una splendida bambina. Ma questo è l’inizio, il seguito sarà più difficile…


12 anni schiavo (2013)

Il film è basato sull’autobiografia del 1853 di Solomon Northup, un uomo di colore libero che è stato costretto alla schiavitù. L’uomo, istruito, sposato e cittadino di New York, venne attirato a Washington con una offerta di lavoro, per poi essere rapito e ridotto in schiavitù per anni sotto vari padroni. Tornò libero quando un carpentiere canadese e anti-schiavista riuscì a ottenere, assieme alla moglie di Northup, la sua liberazione.


Una parola per un sogno (2006)

Akeelah ha solo 11 anni ma si mostra da subito una precoce studentessa. Il dono della parola le consentirà di farsi strada in gare di spelling, e diventare, nonostante le obiezioni della madre, una campionessa del ‘National Spelling Bee’, la tradizionale competizione che vede gli studenti di tutte le scuole americane impegnati a sfidarsi nel fare lo ‘spelling’ di parole difficili.


Il Bounty (1984)

il 23 dicembre 1787 il Bounty, al comando di William Bligh, salpa da Portsmouth verso Tahiti per caricare pianticelle di pane. 16 mesi dopo Christian Fletcher, ufficiale in seconda, capeggia l’ammutinamento. 3° film sul tema dopo quelli del ’35 e del ’62. È il più fedele agli avvenimenti storici, meno manicheo nel disegnare il comandante Bligh che diventa quasi il vero protagonista e si dimostra quell’ottimo marinaio che fu, ma è convenzionale, illustrativo e, tranne due o tre scene, un po’ moscio. Consigliabile per chi ama il mare e l’esotismo.