Film

tutte le schede dei films del nostro archivio

I figli di Zanna Bianca (1974)

Una bambina, nipote di un ricco industriale, è stata rapita in Sardegna proprio quando i suoi genitori hanno deciso di separarsi. La polizia brancola nel buio e risulta decisivo l’intervento di un aspirante giornalista coadiuvato dal cane Buck, affezionatissimo alla piccola. L’inedita coppia riesce dove ha fallito la polizia; i rapitori vengono catturati e i genitori si riconciliano.


L’Amore (1948)

Film in due episodi, entrambi incentrati sulla grandezza di Anna Magnani. Il primo (“La voce umana”, rispettoso adattamento da Cocteau) è un lungo monologo telefonico di una donna che conversa con l’amante pronto a lasciarla. Nel secondo (“Il miracolo”, sceneggiato e interpretato da Fellini) la Magnani è un’ingenua campagnola che, incontrato uno sconosciuto vagabondo, lo scambia per San Giuseppe; l’uomo non si lascia sfuggire l’occasione…


Cardillac (1970)

L’orfano René Cardillac vive con Madelon, la figlia avuta da una donna di colore, e crea preziosi gioielli da cui non vorrebbe mai separarsi. Ogni volta che Cardillac vende una delle sue creazioni, gli atticchi di panico si impadroniscono di lui e lo trasformano in un assassino per recuperare la merce venduta.


Le massaggiatrici (1962)

Parodi e Manzini, due industriali milanesi, sono a Roma per concludere l’appalto per la costruzione della Casa della Giovane Traviata con il Presidente dell’Ente omonimo. Una certa Marisa, che esercita con due amiche, Milena e Iris, la professione di finta massaggiatrice, per una serie di equivoci, viene presentata al Presidente dell’Ente come moglie di Parodi; ma l’arrivo a Roma della vera signora Parodi complica la situazione.


Dio li fa e poi li accoppia (1982)

In un paesino dell’Italia centro-peninsulare, Don Celeste (Johnny Dorelli), un parroco integerrimo, viene sequestrato e sedotto carnalmente, durante le feste del Carnevale, da una ragazza (Marina Suma) mascherata da diavolo. La ragazza resta incinta, ma vuole abortire. Il parroco, al fine di evitare l’aborto, denuncia la violenza subita, non senza suscitare le ilarità del giudice e delle forze di polizia e lo “scandalo” sui giornali